Questo post nasce dopo aver scritto sul mio profilo Facebook:

Mamme che scrivete nei gruppi che vostro figlio odia leggere e QUINDI di consigliare libri da regalargli a Natale, lo sentite il mio barbarico yawp?

Subito si è accesa la discussione: di fronte ai non lettori, magari giovani, è meglio insistere oppure lasciarli decidere in autonomia?
Al di là del mio barbarico yawp contro le mamme che fanno regali di Natale sgraditi, la questione non è banale e merita una riflessione più articolata.
Vero che chi vive circondato di libri più facilmente diventerà un lettore, vero anche che chi si sente pressato e obbligato a far sua una passione dei genitori più facilmente la avrà in odio per sempre.
Come sempre, quindi, la via giusta è quella che sta in mezzo: lascia i libri lì, disponibili, e aspetta che il topolino cada nella trappola. Dico trappola non in senso negativo, ma essendo consapevole che la lettura, così come ogni altro hobby, richiederà tempo, energie, dedizione. E pure qualche euro da spendere.
Credo che già la scuola, con le sue letture obbligatorie, abbia il suo ruolo decisivo nelle percentuali sempre basse che riguardano i lettori nel nostro Paese. Se ci si mettono anche le famiglie, è la combo perfetta per il disastro.
I libri migliori per ognuno di noi, quelli che ci rimangono dentro, quasi mai sono libri che ci sono stati imposti da qualcuno, e raramente sono quelli che ci sono stati consigliati. I libri migliori (lo stesso vale per la musica, per il cinema e per le arti in genere) di solito sono quelli che abbiamo scoperto in autonomia, e questo credo che abbia a che fare con la propria autodeterminazione.
Più facile che diventi un lettore uno a cui sono stati vietati i libri piuttosto che uno a cui sono stati imposti.
La lettura è un piacere che deve germogliare dentro di noi, e che non può essere trapiantato a forza. È un percorso quasi mai lineare, che procede a strappi e tentativi. Io, se mi guardo indietro, posso dire di essere sempre stato un lettore? Prima sì, poi no, poi di nuovo sì… Lo sono stato in certi periodi e non lo sono stato in altri. Al liceo, ad esempio, ero un lettore passivo, perché leggevo quello che dovevo. La fine del liceo è coincisa con l’inizio della mia libertà di scelta e con un sacco di scoperte che mi hanno aperto mondi fin lì sconosciuti.
Di sicuro nessuno di noi nasce lettore, ma tutti possiamo diventarlo. Se, però, lo vogliamo davvero.

[Foto Thought Catalog on Unsplash]





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