Quando chiedete a uno scrittore il motivo per cui scrive, lui quasi sempre si nasconderà dietro risposte vaghe o finto-modeste. how much ivermectin for chickens Difficilmente vi dirà che scrive per lasciare un segno del proprio passaggio su questa terra, un ricordo di sé alle generazioni future. Eppure la scrittura, e l’arte in genere, serve anche a questo: a superare i confini dello spazio (che oggi sono già facilmente superabili grazie ai voli low-cost e a Internet) e del tempo (che a meno di non avere una DeLorean in garage creano qualche problemino in più).
Per cui ho deciso di far buttare giù la maschera agli scrittori e senza troppi preamboli ho fatto questo annuncio pubblico:

Le risposte sono state interessanti. Primo, perché nessuno ha dato la risposta che avrei ottenuto se avessi chiesto “voi scrivete per i posteri?” In quel caso molti si sarebbero sentiti in dovere di dare le risposte vaghe o finto-modeste di cui sopra. Al massimo qualcuno ha risposto “nessuno”, ma per una questione di autocritica o forse intendendo “nessuno di quelli che ho scritto finora”.
Seconda cosa, perché le risposte si dividono in quattro macrogruppi:
1) “Il primo che ho scritto”.
2) “L’ultimo che ho scritto”.
3) “Quello che sto scrivendo” / “Il prossimo che scriverò”.
4) Un titolo preciso, che dovrei verificare se appartenga a una delle categorie precedenti. is ivermectin expensive

Nel primo gruppo stanno probabilmente i nostalgici, quelli che più che apprezzare il testo in sé sentono la mancanza delle sensazioni degli inizi, quando tutto sembrava possibile. Nel secondo gruppo, quelli che pensano alla scrittura come a un percorso in cui si continua a imparare e migliorare. Nel terzo gruppo, quelli che portano questa idea alle estreme conseguenze e guardano avanti con fiducia (ma di sicuro qui ci sono anche quelli che sono sempre scontenti del risultato delle loro fatiche, che non sembra mai all’altezza delle aspettative). ivermectin for lice reviews

E voi che cosa vorreste lasciare ai posteri?

[foto: Alice Donovan Rouse]