Andrea Malabaila

Torino è un riccio

Historica, 2012

Torino è un riccio. Sta chiusa in se stessa, non dà confidenza, appena ti avvicini troppo tira fuori gli aculei. Eppure ti affascina e per lei corri volentieri il rischio di essere punto. Ci provi, ci riprovi, tenti di addomesticarla e ogni giorno ti avvicini un po’ di più a lei. Fai prima tu a diventare suo, che lei a diventare tua. Ma ne vale la pena: se riesci nell’intento, provi una soddisfazione simile a quando riesci a conquistare la donna di cui sei innamorato.
Nella Torino del 2050, in cui molte cose sono cambiate e c’è addirittura il mare, il narratore va a spasso con la nipotina e le parla di com’era la città ai suoi tempi. Ne scaturisce un racconto scritto al futuro, a metà tra fiction e memoir, che è soprattutto un breve diario del cuore. Ma senza pretese di esaustività, dal momento che “esistono tante Torino quante sono le persone che ci hanno vissuto.

Curiosità
  • Il racconto (o petit cahier, secondo la dizione della collana) è stato commissionato al Salone del Libro di Torino, nel maggio 2011, da Francesca Mazzucato.
  • Il titolo di lavorazione, precedente a quello definitivo, era “Torino in technicolor”.
  • È un ritorno alla narrazione in seconda persona dei primi due romanzi, ma questa volta la storia è stata scritta al futuro.
  • Alla fine del libretto c’è un’appendice fotografica, con alcune foto di Torino scattate da me.