Andrea Malabaila

Quelli di Goldrake

(Di Salvo, 2000)

È possibile che un ragazzo uscito da un album Panini e una bionda Cappuccetto Rosso appaiano all’improvviso e ti cambino il corso della vita? È quello che non sospetta l’anonimo protagonista del romanzo, annoiato e già deluso, alle soglie dell’età adulta ma irreversibilmente legato alla propria infanzia, ai lontani tempi di Goldrake, scrigno di tesori ormai persi. Sullo sfondo di una metropoli matrigna, si compie la parabola di colui che si rivela essere l’ultimo dei romantici, un antieroe sempre fuori tempo rispetto alla realtà.
Un romanzo generazionale in cui fanno breccia i buoni sentimenti ma anche un sotteso senso di ribellione, in cui l’amore è incomprensibile e forse proprio per questo indimenticabile, in cui l’amicizia e la musica sono le ultime possibilità di salvezza.
Una storia che sembra smentire i sociologi che negli anni ’80 profetizzavano l’avvento di una “Generazione Goldrake” cinica e violenta.

Curiosità
  • Le primissime righe sono state scritte su un tram di Torino nel dicembre 1997.
  • Il titolo durante la lavorazione è rimasto invariato.
  • La copertina è opera di Adriano Benetti, l’ideatore del logo del Salone del Libro di Torino.
  • Il protagonista all’inizio si chiamava Aurelio e solo in una delle riscritture la storia è passata dalla prima alla seconda persona.
  • Esistono quattro edizioni diverse. Nella quarta, del 2006, ci sono alcune piccole modifiche nel testo.