In occasione del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino esce un racconto lungo scritto a quattro mani da me e da Carlotta. Si intitola Al buio e lo pubblica Intermezzi, nella collana Ottantamila (la stessa che lo scorso anno ha ospitato Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago).
È un racconto che è anche un esperimento. Per farvi capire meglio di cosa si tratta, vi riporto le avvertenze che abbiamo inserito all’inizio del libro:

  1. La storia che state per leggere è stata scritta a quattro mani. Una parte l’ha scritta Carlotta, una parte l’ha scritta Andrea. Carlotta e Andrea, al momento della stesura, erano sposati da due anni e stavano insieme da quasi otto.
  2. Questo racconto nasce come un gioco: facciamo finta che. Facciamo finta che Andrea e Carlotta siano andati a una festa di paese, che ci sia stato un blackout e che durante il blackout ci sia stata una vittima. L’articolo di giornale che riportava la notizia è stato scritto insieme. E poi via libera alla fantasia. Cosa avrebbe fatto Carlotta in una situazione simile? Cosa avrebbe fatto invece Andrea? I due protagonisti erano ben conosciuti agli autori, con i loro caratteri, i loro tic, i loro ricordi. Tutto il resto, una simulazione. Le due storie sono state scritte, come dice il titolo, al buio, senza che uno sapesse cosa stava scrivendo l’altra.
  3. L’idea è nata dopo aver visto la serie tv The Affair, in cui ogni episodio è diviso in due parti, la prima narrata dal punto di vista di lui, la seconda dal punto di vista di lei. La cosa bella di The Affair è che non si sa quale delle due parti sia veritiera, e probabilmente non lo è nessuna perché ogni fatto, ogni evento, ogni storia cambiano attraverso lo sguardo di chi racconta. A dimostrazione che l’oggettività non esiste, e che tutte le storie – anche quelle che vorrebbero essere più fedeli alla verità dei fatti – sono storie di fantasia.
  4. Alla fine del racconto troverete un’ultima avvertenza.

L’ultima avvertenza va letta soltanto alla fine e spero che tutti resistano alla tentazione di leggerla subito: si rovinerebbero una sorpresa.
In questa storia, pur non essendo autobiografica, c’è davvero molto di me e di Carlotta. Ci siamo messi in gioco totalmente, pregi e difetti. Sono doppiamente contento che esca adesso perché quest’anno con Carlotta condivideremo non solo questa pubblicazione ma anche (e soprattutto) la nascita di Viola. Spero che un giorno nostra figlia, leggendo Al buio, possa capire un po’ meglio com’erano i loro genitori prima che tutto cambiasse.