A quasi sei mesi dall’uscita del mio ultimo romanzo, Green Park Serenade, credo sia arrivato il momento di fare un primo bilancio sulle recensioni.
Devo dire che sono stato sorpreso da così tante critiche positive: non perché non credessi in questo libro – che dopotutto riprende e completa il mio romanzo di maggior successo – ma perché forse è la prima volta che un mio romanzo non riceve neanche un giudizio negativo. Che sia già passato dalla fase Solito Stronzo alla fase Venerato Maestro?
Vabbè, c’è ancora tempo per smentire questa affermazione…

Ecco intanto cos’hanno detto i recensori a proposito di Green Park Serenade:

  • “Intenso” (Gabriele Ottaviani, Convenzionali)
  • “Un romanzo dove il giallo è il catalizzatore per analizzare il tempo che trascorre inesorabile, muta le cose e le città, cambia le persone e le obbliga alla presa di coscienza del proprio io” (Claudia Pezzetti, Il giro del mondo attraverso i libri)
  • Green Park Serenade dà del tu alla nostalgia, la nutre e te la fa incontrare” (Gianluigi Bodi, Senzaudio)
  • Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago di cui ho già raccontato, e Green Park Serenade di cui racconto ora, sono libri a mio parere che sanno e fanno divertire, e che allo stesso tempo intrappolano nella rete del racconto tempi importanti, noti, vissuti da moltissimi di coloro che leggeranno il libro, forse da tutti” (Claudio Della Pietà, Satisfiction)
  • “Colpisce profondamente il lettore, per il sentimento di nostalgia e di malinconia che serba in se stessa e soprattutto, per quell’insano e spesso sottovalutato desiderio di misurarci con noi stessi e con quel nostro passato, che sempre più spesso finiamo per schivare o per sopprimere del tutto” (Chiara Ruggiero, Librofilia.it)
  • “La nostalgia è forte in questo romanzo” (Elisabetta Ossimoro)
  • “Malabaila si cimenta con l’abusato tema della reunion tra compagni ma evita tutte le trappole del caso spezzando la narrazione in salti temporali e soffermandosi come sempre più sull’interiorità dei suoi protagonisti che non sugli snodi della trama” (Maurizio Liberti, PerfectBook)
  • “È il racconto di quello che siamo stati e di quello che siamo ora, delle scorie che ci portiamo dentro, della speranza di cambiare, della forza della vita che, se non cambiamo noi, cambia lei, senza chiederci il permesso” (Alessandro Pedretta, InYourEyesEzine)
  • Green Park Serenade è tante cose: un giallo, un romanzo di formazione, la storia di un’amicizia fra uomini, riflessioni esistenziali, tutto condito con humor e ironia” (Paolo Perlini, CrunchEd)
  • Green Park Serenade mi è sembrato soprattutto un romanzo tenero, sulla potenza dei ricordi, dell’amicizia e in generale dei sentimenti, condito da un’ironia leggera e spiccatamente legata ai capisaldi della generazione anni ’80-’90. Una riflessione sul cambiamento e sulla necessità di superare il passato facendoci pace e non lasciandolo interferire con il proprio presente” (Flavia Capone, Letture Metropolitane)
  • Green Park Serenade è un’adorabile e indipendente commedia generazionale, che se ne vola d’istinto oltre la Manica. Alla ricerca di scene del crimine e, soprattutto, del tempo perduto (Michele Del Vecchio, Mr. Ink – Diario di una dipendenza)
  • Abbiamo molto apprezzato la descrizione di Londra, ma soprattutto ci è piaciuto il continuo riferimento all’adolescenza eterna che viviamo e al fatto che siamo la prima generazione a stare peggio di chi ci ha preceduti (Carla, Tararabundidee)
  • Al di là della piacevolezza della lettura, ciò che davvero colpisce di Green Park Serenade è la capacità di Malabaila di coniugare uno stile ironico, diretto, colloquiale, a un romanzo di formazione fuori tempo massimo, a un tentativo di crescere quando il mondo già ti considera adulto (Anna Chiara Stellato, Grado Zero)

Grazie a tutti, davvero!