Liebster Award: è mio!

Ringrazio Alessia Simoni che mi ha nominato per i Liebster Awards con questo post. E parto subito con le risposte alle sue domande.

La classica domanda da isola deserta: che libri ti porteresti? Ne puoi nominare solo 5!

Tutta la Recherche di Proust (così ho un bel po’ di roba da rileggere), Il grande Gatsby di Fitzgerald, La valle dell’Eden di Steinbeck, Revolutionary Road di Yates e Il giovane Holden di Salinger.

Che cosa ti ha spinto a fare il lavoro che fai, e che consigli daresti a un tuo collega alle primissime armi?

La follia, credo. I libri interessano alla minoranza delle persone. A uno che volesse scrivere, direi di leggere, leggere, leggere. A uno che volesse diventare editore, consiglierei di trovarsi una ricca ereditiera da sposare.

Come sblocchi la tua creatività?

A volte smettendo di pensarci troppo insistentemente. A volte lasciando che le dita si muovano libere senza essere frenate dalla mente (ascoltare musica, in questo caso, aiuta sempre).

Un tuo collega che consideri un esempio da seguire? Perché?

Quando scrivo, cerco di far mia la disciplina di cui parla Stephen King. Lui dice di scrivere duemila parole al giorno, io mi accontento di mille.

Che canzone dedicheresti a chi ti segue?

Eccola: