Giunti a sei mesi dall’uscita del mio ultimo romanzo, La parte sbagliata del paradiso (Fernandel), vorrei tracciare un primo bilancio di quello che ne hanno pensato e scritto i critici.

  • La prima recensione è stata quella di Carlo D’Alonzo su Rivista!unaspecie che l’ha definito una “magnifica fotografia dell’Italia, del sentimento giovanile e della società instabile che tutti noi conosciamo”.
  • Su ExtraTorino Francesca Fimiani ha scritto che “è bello perché lascia trasparire la cura con cui è stato scritto“.
  • Andrea Borla ha fatto un’analisi approfondita della storia su Kult Underground.
  • Dario De Vecchis su Circolo Letture Corsare ha scritto che “ci vuole coraggio a scrivere un romanzo d’amore ambientandolo ai nostri giorni e condito di tanti riferimenti alla realtà sociale e lavorativa”.
  • Su Rumore Fabio Striani ha detto che “Andrea Malabaila appartiene al novero dei leggibili, e spesso disinvoltamente per immagini”.
  • Su PescePiratA.it nonnaV. ha commentato: “Leit motiv del romanzo è il conflitto di classe opportunamente rivisitato in chiave postmoderna”.
  • Lorenzo Coppolino su Mangialibri ha scritto dei protagonisti: “Belli e dannati come i coniugi Patch del capolavoro di Fitzgerald, fluttuano nella loro leggera inettitudine fino ad essere inghiottiti da una crisi economica sgarbata e contagiosa”.
  • Su Sul Romanzo Sara Minervini l’ha definita “una storia di ordinaria amministrazione sentimentale, una sorta di Cenerentola al contrario, dove il ruolo della povera fanciulla è occupato da un giovane squattrinato «atletico, pieno di vita e ricco di potenzialità» e quello del principe azzurro da una principessa moderna, borghese, viziata e dannata, perennemente inquieta e insoddisfatta, nonostante la vita le abbia dato (quasi) tutto.”
  • Unica voce fuori dal coro quella di Giuseppe Iannozzi che sul suo blog ha scritto che è “per qualità, un romanzetto inferiore a un Harmony”.
  • Su Leggere:tutti Margi De Filpo l’ha invece definito “un racconto scorrevole, delicato e profondo come solo le storie più semplici riescono ad essere”.
  • Per Elisabetta Ossimoro è “un romanzo di formazione e di de-formazione solo apparentemente leggero, leggibile a più livelli, che è in piccolo la storia di tutte le illusioni perdute dell’Italia al tempo della crisi“.
  • Claudio Morandini su Iperboli, ellissi ha scritto: “Malabaila è uno scrittore che non dimentica mai il garbo, che non rinuncia alla buona educazione. Questa scelta colora di composta malinconia anche i momenti più aspri, e tiene il romanzo lontano dal rischio dell’enfasi”.
  • Su Senzaudio Gianluigi Bodi l’ha definita “una lotta di classe nascosta tra le pieghe dell’amore“.

Ringrazio quindi i critici e tutti i lettori che hanno letto o leggeranno il mio romanzo. E continuate a farmi sapere le vostre opinioni, mi raccomando!

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Particolare della copertina originale del romanzo
“The Beautiful and Damned” di Francis Scott Fitzgerald.